Va sempre tutto bene.

Ieri sera ho avuto la malaugurata idea di accendere la tv. Non paga di questo, ho pure seguito per un buon dieci minuti un ‘talk-show’ e mi sono resa conto che me l’ero dimenticata.
Mi ero dimenticata che quest’anno ci ha resi tutti impeccabili, tutti generosi, pronti a sostenere il prossimo. Preoccupati della salute dei nostri vicini di casa, anche di quello che tutti i giorni ci porta il cane a fare pipì contro il portone. Preoccupati di non intasare un sistema che abbiamo sempre intasato, per qualsiasi motivo, fregandocene della priorità dell’altro perchè in quel momento la nostra caviglia slogata mentre camminavamo in montagna con le espadrillas era la cosa più importante.
Potrei passare un bel po’ di tempo ad elencare ciò che (sembra) siamo diventati bravissimi a fare; visto però che io faccio parte di un gruppo, di una categoria professionale, stringerò la visuale su questo, anche perchè dopo un anno di discussioni, di confronti, di gare podistiche, di dimostrazioni, di guanti e mascherine, sarebbe utile fare un riassunto delle novità. Ma. Non parlerò nemmeno di questo, non in modo diretto almeno, non è ancora il momento.
Entrambe le situazioni però mi hanno ricordato un paio di cose.
Mi hanno ricordato che sono un terapista, ma mi posso ingozzare pranzo e cena con il fritto misto e direi ai miei pazienti che – Unto è bello – e a nessuno importerebbe del mio ruolo da modello per una buona salute alimentare; potrei usare la sedia da ufficio anche per tornare a casa pur di non fare moto, e andrebbe bene comunque;
sono un terapista (e mi occupo di igiene vocale), ma se mi fumo tutte le ciminiere della periferia e quando entro in stanza odoro uguale e tossisco belando, va bene uguale.
Non importa a nessuno se nella mia carriera professionale non vedrò mai uno psicologo per evitare un bornout o per capire meglio la mia scelta di vita, ma continuerò a consigliarlo ai miei pazienti perchè loro sì, che sono pieni di problemi! se non mi sarò preso cura della mia salute mentale, se avrò lasciato entrare le mie frustrazioni personali nella terapia di un paziente o se mi sarò portato a casa i limiti della mia impotenza di fronte a qualche situazione drammatica.
A nessuno importa se lavorerò tutti i giorni a contatto con persone fragilissime, che come un nulla possono passare dall’altra parte e mi faranno interrogare a fondo sul senso della vita, oppure se diventerò impermeabile a tutto questo; potrei andare avanti un’intera carriera ad utilizzare metodi sui quali potremmo interrogarci di eticità e rispetto (e alcuni nostri colleghi, in altre parti del mondo, lo stanno facendo) o di diagnosi e società; non importa se l’unico corso che ho frequentato dal titolo ‘Etica della condizione umana’ risale al mio tirocinio. Posso chiamare ‘amore’ o ‘salame’ i bambini, usare il tono che voglio, che tanto, dove lo seguo un corso di strategie educative da tenere con i figli degli altri?
Posso non saper scrivere bene in italiano, avere o non avere passioni o interessi, essere una persona di cultura oppure no. Posso usare la bicicletta o andare a buttare bottiglie di plastica nel fiume, lavorare da sveglio o da assonnato, essere presente o guardare dalla finestra, volermi conoscere o lasciar tacere tutto, volermi bene o volermi male, essere da esempio o non esserlo, e a nessuno è mai importato (e ritengo validissimo discutere se sia giusto o meno).
Fino ad ora però, perchè ora siamo diventati tutti santi.

3 pensieri su “Va sempre tutto bene.

  1. Ciao complimenti per l’articolo, a tale riguardonposso soltanto aggiungere che dall’inizio della pandemia a tutt’oggi semmai ci sia stato un cambiamento, personalmente l’ho notato in peggio è m8 dispiace ammetterlo, ma 8n meglio non ho notato nulla al massimo convengo con te che non importa niente a nessuno di nessuno 😌.

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    1. Purtroppo sembravano tutti propensi ad un cambiamento in meglio, invece non ci siamo resi conto di quanto abbiamo accumulato in rabbia, frustrazione, sensazione di pericolo e ‘falsa sicurezza’, oltre a impotenza nel riversarla.. e siamo arrivati a distribuirle in giro…

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